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martedì 23 settembre 2014

[Le Gare] - Milano City Trail (La gara che proprio non mi mancherà)

Ingolosito dal noto marchio sportivo (delle cui scarpe io sono un accanito fan) main sponsor della gara, ingannato da quella parolina "trail" che mi evoca piacevoli ricordi di gare mai troppo dure su percorsi bellissimi; decido con grande entusiasmo di iscrivermi a questa gara.

Le premesse sono ottime, grande partecipazione di pubblico, percorso alternativo dentro Milano con corsa in parchi, ippodromo, scalinate... addirittura saliremo fino al terzo anello di San Siro! Insomma una figata, già mi immaginavo a correre all'interno della "Scala del Calcio"... in più il gruppo Libertas Sesto San Giovanni è ben nutrito e per la prima volta io ed il mio caro amico Enrico Bongiolatti correremo una gara con la stessa maglia!

Mi sento di potervi risparmiare i soliti pippotti (iniziati un mese prima della gara) tra me e Bongio per stabilire il tempo finale che ci soddisferà... sostanzialmente concordiamo che 26Km con 500D+ debbano essere finiti in meno di 2 ore e mezza.

Il giorno prima della gara ci facciamo un bel warm up al Parco Nord... optiamo per un'oretta di corsa lenta (dopo aver abbandonato quasi subito l'idea delle ripetute e del fart lek) e ne usciamo devastati. Polpacci rigidi, cosce che bruciano, piedi indolenziti... una forma davvero di Merda. Mi consola solo il fatto che pure il Bongio lamenta una condizione simile... ci consoliamo entrambi bevendo qualche birretta la sera davanti ad un bel piatto di bucatini ai totani.

Alle 6:30 del mattino, come per magia, ogni dolore è svanito e mi sento davvero bene. Ok, penso tra me e me, per evitare i soliti dolorini intestinali di fine gara, meglio provare a fare una seduta sul trono di ceramica. Per stimolare ulteriormente decido di fumarmi una sigarettina in balcone a pancia scoperta. Il trucco funziona a metà (anzi, al 15%) ma quando usciamo per incontrarci con gli altri Atleti Libertas mi sento benone...

Il viaggio in metro fino all'arena è davvero piacevole, ho finalmente avuto modo di conoscere alcuni "colleghi" libertas. Belle persone, tutti con l'occhietto vispo dell'endorfinizzato d.o.c., a partire dal Presidentissimo Luciano che non sta fermo un minuto... riesce a dare informazioni a due persone mentre richiama il gruppo all'ordine, scatta una foto e chiacchiera con me. Bhà... mi sa che lui, con la sua esperienza, sa gestire meglio di me il suo intestino...

Prima dell'ultimo in bocca al lupo col grande Enry... ho una piacevole sorpresa. Mi sento battere sulla spalla, mi giro... "Hey, ciaoooo!!! Ma come stai?" Un runner rosso mi saluta con calore... runner rosso... hmmm... "Non ti ricordi? Abbiam corso assieme a Chiavenna... sono IL RUNNER ROSSO, quello che hai fatto finta di tirare alla SkyRace!!!" Alla fine scopro che si chiama Fabio, ed è stato un piacere immenso reincontrarlo all'Arena. Succedono anche queste cose a Milano...

Tempo dell'ultimo scatto con l'Enry, e si parte. Alle 9:05 inizia la mia sesta gara ufficiale. Il primo kilometrino fila via liscio... ho giusto il tempo di vedere un runner volare (letteralmente) dopo essere inciampato su un ostacolo ed una ragazza con la caviglia gonfia piangere seduta su una panchina. Bongio è sempre un centinaio di metri davanti ma in questo momento non mi sento di colmare la distanza anche perchè inizio ad avvertire qualche dolorino al basso ventre...

Ma si dai Matte (mi dico intorno al secondo km), tu corri e non pensarci, tanto sai come vanno ste cose... o il dolore passa da solo, o sarà una scoreggina liberatoria a farlo passare. Invece non so per nulla come vanno ste cose, meno voglio pensare al mio intestino e più ci penso. Non penso ad altro.

Quando vengo immortalato in questa foto (intorno al km 3) il disagio è totale. Ad ogni passo, ad ogni impatto delle suole sul pavè avverto una fitta al basso ventre. Ormai è panico "Tieni tutto Matte... tieni duro perchè se ti caghi addosso ti ritiri con disonore" continuo a ripetermi. Vedo un bar, mi immagino entrare, andare alla toilette. Sento la fresca sensazione dei due veli di carta... Ok - decido fermamente - al prossimo entro... e se mi chiedon soldi? Chissene... tanto io sono un runner!

Naturalmente da quel momento per i successivi 4km (praticamente gli unici di tutta la gara), iniziamo a correre in aree poco urbanizzate senza nessun bar in vista. Intorno al Km 10, quando l'arco dell'intertempo è ormai a vista, sono in uno stato pietoso. Corro solo per trovare un posto dove fermarmi. Dopo aver escluso un giardino pensile (mi avrebbero visto tutti), e Casa Milan (mi sarebbe piaciuto provvedere lì al mio bisogno ma era uno spazio troppo aperto); opto per il cortile di una casa proprio a 100 metri dall'arco dell'intertempo. Non spaventatevi... alla fine non era nulla di eclatante, poi sarà il luogo, sarà che le foglie di magnolia non son proprio come i due veli sognati, quando son pronto a ripartire mi sento esattamente come prima di essermi fermato. Mentre cerco il luogo giusto per una seconda sosta inizia la parte più bella del percorso (l'unica parte bella), quella che va dal parco del Portello fino alla Montagnetta.

Io sono al primo dei due picchi di coliche intestinali e quando mi trovo davanti questo purgatorio Dantesco con runner che corrono in salita ed in discesa e le cornamuse (!!!) ad accompagnarci sul percorso, ho la netta sensazione di aver assunto degli allucinogeni più che degli integratori.

Alla Montagnetta, in discesa son pronto a dare forfait definitivo quando mi trovo sulla sinistra due fantastici cessi chimici (che gran persona chi li ha inventati... che gran persona chi li ha piazzati proprio qui). Seconda sosta, esco con i dolori solo parzialmente attenuati ma con un preziosissimo rotolo di carta igienica che terrò con me fino al km 24.

Attraversiamo rapidamente QT8 e, mentre i dolori aumentano inesorabilmente, ho tempo di godermi un'altra scena memorabile. Un runner che chiede ad una sciura affacciata al balcone se per caso poteva lanciargli un po' di zucchero. Son seriamente tentato di chiedere alla sciura se posso utilizzare un momento il suo gabinetto ma desisto e procedo. Si entra all'Ippodromo... bello... mica me lo immaginavo così grande! A metà rettilineo sono allienato. Sotto al "rebattone" del sole in preda al secondo picco di dolori intestinali eppure vedo il luogo che mi dà la forza di accellerare... proprio sulla curva si vede una casetta degli attrezzi coperta su tre lati. Il luogo perfetto per utilizzare la carta-culo sottratta precedentemente. Mi consola (e molto) il fatto che quel luogo era già stato scelto da almeno 4 runners con problemi simili ai miei. Mi sorprende il fatto che, lasciata la casetta, i dolori sono finalmente cessati. Ora inizia la mia gara. Peccato che da qui in avanti il percorso è indecente. Tutto su afalto a driblare macchine e persone. Ci fan pure saltare S. Siro, ovvero l'unico tratto d'asfalto che avrei voluto correre, per problemi di sicurezza. Bhà...

Al ristoro del Km 20 sto ancora molto bene e mentre trangugio dei sali dò uno sguardo ai tempi. 59'57" i primi (dolorosissimi) 10Km, 51'49" i secondi 10. Molto bene penso, se continuo di questo passo centrerò di sicuro l'obiettivo di stare sotto le 2h30'. Al km 22 vedo chi non avrei voluto vedere. Il Bongio. Cribbio è davanti a me di un centinaio di metri e non sta correndo ma sciabattando trascinandosi. Lo raggiungo e decido che a prescindere, se non scoppia, voglio assolutamente finire la gara dietro a lui. Lo tocco e lo saluto con piacere. Figo! Gli ho fatto da effetto glucosio! Il vedermi e lo scambiare due chiacchiere gli ha ridato nuovo vigore. Ora va meglio di me, e corriamo un paio di km ad elastico. Al Km 24 passiamo nei pressi dell'Arena... vai che ormai manca poco... solo un paio di km e tutto sarà finito, ancora una decina di minuti poi potrò finalmente fermarmi e mangiare un bel piatto di pasta!

Km 25... ma perchè non torniamo verso l'arena? Ho la sensazione che un km non basterà ad arrivare al traguardo...
Km 26... mi vien da piangere perchè non so più cosa aspettarmi... son circondato da persone che corrono zoppicando, ansimano, si lamentano... bhè dai... non son l'unico a star male, anzi c'è pure chi sta peggio di me.

Km 27... il mio gps finalmente segnala che ci stiamo avvicinando al traguardo, se non mi piazzano un'altra deviazione entro un kilometrino sarò arrivato. Accellero e corro ad un ritmo accettabile (5'39" contro i 6'23" del km precedente.

All'interno del Sempione ho ancora forze per accellerare. Davanti a me vedo la coppia di runner bordeaux. Sono bellissimi, un lui ed una lei con dei fisici pazzeschi che per tutto il percorso ho continuato a superare prima di perderli definitivamente alla mia terza sosta. Giungo al traguardo dopo 28Km di gara in 2:37:45, un minutino dopo il caro Bongio. Sono molto soddisfatto del mio risultato, son riuscito a resistere nel momento del dolore e ad esprimermi su buoni livelli (5'04" di media dopo la sosta all'Ippodromo fino al km 25) quando il dolore è cessato... ma le sorprese non sono finite...

1 - Al traguardo c'è la mia compagna ad attendermi. Ed è una sorpresa perchè a lei (giustamente) non frega nulla delle mie mattanze da runner (beata lei che è già atleta senza bisogno di spaccarsi di ripetute), indi non mi sarei mai aspettato di trovarla lì. Grazie Eli... anche se non hai voluto darmi il bacio appena arrivato :D

2 - Al traguardo non c'è segno di ristoro per gli atleti... ok, ok, 2 merendine 4 mele e 2 integratori c'erano... ma i solidi? Ma cazzo... nemmeno un paninello col salame? Assurdi... mele e banane come solidi, ma al mio arrivo le banane eran finite da un pezzo. Davvero... già è assurdo definire trail una gara in cui l'85% del percorso non è trail... ma se a ciò aggiungi l'assenza di un pasto (anche misero... ma un pasto!) per gli atleti, allora sfioriamo di trascendere nel ridicolo.

3 - Il ridicolo non si sfiora... ma si tocca proprio, sprofondando nel pacchiano quando, ad un certo punto, lo speacker inizia a pagar marchette a Expo, Regione, Sanità ed enti vari. L'ultima roba di cui avevo (avevamo) bisogno dopo aver corso 28Km (ma non erano 26???) è sentirmi dire che viviamo nella migliore regione con la migliore sanità d'Italia e, quindi, del mondo. Rimpiango di aver buttato via la carta-culo al km 24.

4 - Da dietro vedo il runner rosso... Grande Fabio, vado a salutarlo e a complimentarmi... non avevo dubbi che sarebbe finito prima di me. Lo invito per la ri rivincita al Valtellina Wine Trail. Se ce la fai vieni perchè quello è un vero trail e, soprattutto, alla fine mangi per davvero...

Doppia birra con il Bongio e poi si torna a Sesto. Alla fine anche questa gara mi ha fatto crescere... alla fine anche questa gara è finita.

Un ringraziamento particolare al Turkish Kebab AyaSofja di Sesto Rondò, per l'ottimo ristoro post gara... in culo a Milano ed i suoi finti Trail su asfalto!








martedì 12 agosto 2014

[Le Gare] - Valchiavenna SkyRace 2014

Anche sta volta non ho saputo attendere. Ho capito che le SkyRace mi generano un tale turbine di emozioni da non riuscire ad interiorizzarle col tempo e la pazienza. Devo scrivere di getto, devo buttar giù d'impulso la mia gara. Forse per sublimarla, per darle subito un posto nella Storia, la mia Storia.

Mi iscrivo (come sempre) con largo anticipo quando mancano ancora 93 giorni alla gara. Non mi va mai di iscrivermi all'ultimo. Primo perchè si paga di più, secondo perchè non voglio che pensieri negativi o alibi vari prendano il sopravvento. Quando sono iscritto, per lo più il dado è tratto e non mi resta che allenarmi per portare a casa la pelle.

La gara, oraganizzata dal Consorzio Frazionisti S. Bernardo, prevede un percorso di 21,4Km (i miei con vari tagli saranno circa 20) ed un dislivello positivo di 1350m (in realtà saranno 1975). In pratica, come da tradizione per questo tipo di gare, nella realtà dei fatti sono un poco più corte e parecchio più pendenti...



Alle 7:15 di domenica 10 agosto, il runner Enrico Bongiolatti passa a prendermi. Siamo entrambi ricchi di tensione positiva, io corro per confermarmi uno SkyRunner, Enry corre per diventare uno SkyRunner. Sappiamo entrambi che abbiamo la giusta preparazione per portare a casa la gara in tempo da finisher. La mia preparazione alla gara questa volta è stata parecchio meticolosa. Nelle due settimane precedenti ho allenato tutte le skill necessarie alle SkyRace, una specie di ripasso pre esame...

28 Luglio = 13Km di allenamento tecnico sulle discese (con Bongio)
29 Luglio = 40 minuti di esercizi per spalle bicipiti e lombari
02 Agosto = 17,5 Km 1750D+ di SkyRace a Scermendone 2157slm (con Bongio) (ho provato l'altitudine)
04 Agosto = 12,5Km di fondo medio
07 Agosto = 20,5Km di fondo lento (ho provato la distanza, ovviamente senza dislivello)
09 Agosto = 8,5Km 1000D+ warm up del giorno prima fatto camminando nel bosco

Nel frattempo ci avviciniamo alla Valchiavenna ed il tempo, come da previsioni, non è buono. Nuvoloni plumbei, carichi di acqua ed elettricità stazionano sopra di noi mentre qualche goccia inizia a scendere... sinceramente non ci importa molto delle condizioni climatiche. Dopo aver corso a Scermendone sotto il diluvio e con un vento traverso da brividi, non ci spaventa il correre a 2000 in condizioni climatiche non ottimali... anzi, meglio correre con le nuvole che sotto la sferza del sole!

Facciamo qualche piano per la gara, giusto per sciogliere un poco di tensione. Concordiamo che è comunque meglio partire in fondo al gruppo, faremo tutta la salita fino al GPM assieme, poi in discesa passo davanti e Bongio dovrà impegnarsi al massimo (e fidarsi) cercando di starmi attaccato. Attacchiamo la seconda salita assieme. Seconda discesa, quella più lunga e congeniale a me. Qui probabilmente metterò la freccia e allungherò sul caro amico. Prendiamola come un test per le gare in coppia (tipo Rally Valtartano) che sicuramente correremo, ci diciamo fiduciosi.



Tempi. Concordiamo sul tempo al GPM. Sicuramente sotto le 2 ore, obiettivo 1 ora e 45 minuti. Tempo totale della gara... Bongio è più pessimista, è convinto di chiudere tra le 4 ore e 10 e le 4 ore e 30. Io inizialmente pensavo addirittura meno di 3 ore e mezza, poi mi ridimensiono e dico a Bongio che un tempo sotto le 4 ore è alla portata di entrambi.

Eccoci a S. Bernardo. Parcheggiamo e appena esco dall'auto subito striscio la gamba contro un mazzo d'ortiche. Un bel segnale, penso. Raggiunta l'area della partenza notiamo che le persone son davvero molte (150 ci dirà un'organizzatrice). Questo ci rallegra, sicuramente correremo tutta la gara (o la maggior parte di essa) in gruppo e non in solitaria.

Nel frattempo la pioggia contina a scendere e l'organizzazione decide di spostare la partenza alle 9:30 per limitare i rischi di temporali in quota.



Ore 9:28, siamo tutti schierati dietro la linea di partenza. Io e Bongio in fondo al gruppo. Tempo di una pacca sulla spalla ed un abbraccio e partiamo. La partenza è da subito in salita. I primi 500m sono 2 tornanti su asfalto, quello che serve per scaldare i muscoli. Al primo tornante (siam partiti da 200m) c'è già un signore che cammina col fiatone, io e Bongio saliamo tranquilli al nostro passo e superiamo i primi 7/8 concorrenti. Al raccordo col primo sentiero, che ci porterà ai 1250m della frazione S. Rocco, il gruppo è già in fila indiana ma i ranghi sono serrati, mi sembra di aver la gamba buona e vedo che non si crea il vuoto tra me e quello che mi precede. Provo un sorpasso. Esco a destra, riprovo a sinistra. In fine metto la quarta e passo in mezzo a due concorrenti. Di slancio supero il terzo a sinistra, poi mi rifugio dietro al successivo concorrente per fiatare un momento. Mi giro e vedo che Bongio è leggermente attardato, non mi ha seguito nella manovra di sorpasso e ora è 4 posizioni dietro di me. Scollino all'abitato di S. Rocco piazzato ultimo di un trenino di 6 runner. Per poco meno di un Km si corre su sterrato monotrack con qualche docilissimo saliscendi poi, poco prima di raccordarci con la mulattiera del Truzzo ci sono 200m (gli unici del percorso) su ampia strada bianca in discesa. Ecco l'occasione che aspettavo! accellero fino a 3'20" di passo e supero senza fatica i 5 che mi stavano davanti.

Km 3, inizia la salita più impegnativa. 4Km di mulattiera lastricata che ci porteranno dai 1210m dell'Alpe Drogo ai 2114m del GPM appena sopra il bacino artificiale del Truzzo. I primi 2 Km sono massacranti con il 30% di pendenza media. Inizialmente sale a tornanti in un rado bosco di larici, il lastricato è a tratti un po' sconnesso ma è comunque un ottimo terreno e nemmeno troppo vischioso per la pioggia. Nessuno di quelli a portata della mia vista sta correndo, tutti al passo su quelle pendenze. Il bosco lo attraverso ordinatamente piazzato dietro a chi mi precede stando al suo passo, quasi una sorta di timore reverenziale ad attaccare in salita... forse pure mixato con un po' di sano spirito di conservazione. Usciamo dal bosco che ho ancora davanti a me questo runner in completo rosso. Qui la strada cambia leggermente. Passiamo attraverso una sassaia ed i tornanti si fanno più brevi e pendenti. Affianco il runner rosso, gli dico "Mi hai fatto da lepre... dai che ti tiro un po' io!" e lo supero. Penso "Meno passi... meno dolore" ed inizio, da qui, a tagliare ovunque fosse possibile. tempo 4 tornantini, mi giro ed il runner rosso è staccato. Mi guarda e mi dice "Vai, vai che hai un altro passo!". Nel frattempo vedo di nuovo il Bongio! Eccolo laggiù, a circa 8 tornanti da me, è appena uscito dal bosco... è in compagnia di un gruppetto di 4 o 5 persone... ha una bella faccia.
Raggiungo un altro concorrente. Stessa scena. Sto dietro, lo affianco, gli dico che lo tiro io, mi giro dopo poco e il concorrente è sotto 2 tornantini. Ne raggiungo un terzo, lo sto per affiancare quando da sotto sento "Guarda che quello lì adesso ti dice che ti tira e poi parte al suo passo... Non credergli!" E giù una risata. Guardo sotto e vedo il runner rosso... il primo dei superati. Gli sorrido e lo saluto.
Decido che se riesco a salire forte, se sono più forte delle persone che ho davanti, le posso superare senza per forza dovermi giustificare o dover trovare una giustificazione al mio sorpasso. E così, di taglio in taglio, supero anche la sciura coi jeans (mitica! Come Agassi nel 1988), un "vecchietto" con gli occhiali che ricordava vagamente Jannacci (ho investito almeno 6 minuti di gara a decidere se somigliava più a Jannacci o a Forlani... l'ha spuntata il cantautore), ed infine il "Gamber de Cuncuress". Sono onorato di conoscere un Gambero di Concorezzo... da tempo avevo voglia di parlare con uno di questa Società Sportiva. Glielo dico mentre lo passo e lui sorride e mi ringrazia. Avremo modo di parlare parecchie altre volte durante la gara.

Km 5, la mulattiera sta per finire e vedo dal basso una specie di piattaforma con una casetta... eccola penso! La diga... quasi ci siamo. Salgo le ultime rampe di buon passo e... sopresa... è una piattaforma per gli elicotteri. Siamo quasi a quota 2000 e l'appannamento arriva quando un Alpino mi dice "Devi salire di lì!" indicando una scalinata. La salgo aiutandomi col passamano in corda d'acciaio ed una ragazza con la coda di cavallo che già avevo visto prima mi supera. Sono alla diga. Bellissima. Ha smesso di piovere da poco, il cielo rimane molto coperto quindi la visuale è scarsa, ma so che sono in un posto fantastico. Mi vien quasi da piangere per l'emozione mentre corro sulla diga. Mi rilasso... mi rilasso troppo... inciampo. Posso recuperare senza problemi, ma mentre mi sbilancio vedo una bella pozzangherina di acqua gelata e la desidero. Mi lascio cadere... prima in avanti poi di lato (come insegna il mio gatto Olmer). Atterro, appoggio appena le mani. Mi giro sul lato destro e striscio il comito. Appena stabilizzata la posizione, mi giro supino adagiando la schiena nella pozzangherina gelata. Chiudo gli occhi. Sto godendo.
Sopraggiunge il Gambero che si ferma subito a chiedermi come sto. "Cavolo... ho visto da dietro, ma perchè non hai recuperato la caduta? Sembrava impossibile che stessi cadendo" Io, ancora a terra, gli rispondo "Grande Gambero, ho fatto apposta a cadere... volevo puciare la schiena in questa pozzangherina... sto bene vai pure!". Mi alzo e riprendo quando il Gambero è alla fine della diga e dietro mi han raggiunto sia Jannacci che la sciura Agassi. Ultimo strappo, bellissimo passaggio su un sasso (in cui sbaglio strada) 100m di falsopiano nel fango e ci siamo. Sono al GPM. Guardo il cronometro. 1 ora 22 minuti 43". Cosa???? Così poco??? Son sinceramente stupito e galvanizzato dal mio tempo. Pensavo di soffrire la salitona iniziale tantissimo invece non solo ho superato una 15ina di concorrenti ma ho fatto pure un tempo per i miei livelli straodinario, solo il 30% più lento di chi ha vinto la gara!

Discesa. Chi ha già corso la gara, sa che il primo pezzo di discesa è molto tecnico. Sento queste chiacchiere mentre saliamo e penso che il maltempo di certo non renderà più semplice una disesa già definita tosta. Eppure mai mi sarei aspettato un kilometro di quel tipo. 1000 metri di traccia (impossibile definirla sentiero) tra roccie saponetta, arbusti, cardi, ciuffi d'erba e fango, pozzanghere e merda di bestiame vario. Saltello dove posso e come posso cercando di scendere al massimo, ma mi rendo conto di non essere preparato a dovere (è la prima volta che scendo un terrendo di questo tipo) ed un paio di concorrenti mi superano. Uso le mani, uso il sedere cerco davvero di impegnarmi e rimanere concentrato ma sono come un falco in gabbia. Vorrei correre a rotta di collo, invece posso solo goffamente saltellare su questi massi scivolosi. Infatti scivolo... nulla di grave, strisciata del ginocchio sinistro su un sasso e culata in una pozza. Jannacci mi supera, mi chiede se va tutto bene e mi rincuora dicendomi che lui è già caduto 3 volte. Jannacci no, cazzo! Passino i due stambecchi che mi han superato ma da un 65enne nemmeno troppo messo bene no. Mi do un obiettivo, scendere senza mai perdere di vista l'Enzone Nazionale e la sua montatura di tartaruga.

Siamo all'Alpe Prosto, e tra me e la prima baita c'è un bel drittone di 50m in un prato fangoso. Supero di slancio Jannacci, svolto a destra sempre su prato ed una sciura mi dice "Passa largo, passa a destra che qui è scivoloso!" ma sono in traiettoria sul dritto... al secondo passo che faccio, effetto saponetta e sono a terra come in una candid camera, mi giro e dico alla sciura che aveva proprio ragione. Jannacci mi risupera, io gli grido "3 a 3 Enzo!" Per un paio di kilometri non sembra più nemmeno una SkyRace... sembra un qualsiasi Trail della domenica. Bellissimo sentiero sali scendi nel bosco tra fango sassi ed insidiosissime radici d'abete. Mi diverto, supero Jannacci e ci avviamo in coppia verso la seconda salita.

Vista sulla piantina altimetrica sembra un nulla... nella realtà sono circa 1,7km in un bel bosco in cui comunque tiriamo quasi 250m D+ ad una quota tra i 1700 ed i 1900slm. Dopo 11Km di corsa impegnativa pago qualcosa. In realtà salgo quello strappo con lo stesso passo della mulattiera ma ormai il gruppo è sfilacciato... siamo solo io ed Enzino e lui, inutile negarlo, ne ha più di me. All'Alpe Laguzzolo, quando sulle gambe ho già 12Km, 1700m D+ e oltre 2h e mezza di gara, inizia la discesa più lunga (e bella a mio avviso) della gara. 3Km di sentiero nel bosco tra sassi, fango e pendenze impossibili (in tre Km si perdono ben 700m di dislivello). Metto il turbo, prendo qualche rischio controllato, taglio dove posso, corro bene, a tratti sul 5'20" come passo, mediamente sul 6'15" con pezzi impegnativi in cui ho dovuto per forza frenare la discesa. Supero (per l'ultima volta) Jannacci, supero un altro concorrente mai visto prima, raggiungo il Gambero mi lascia subito strada "Vai, vai tu che sei più performante!" mi grida mentre lo saluto.

La discesa nel bosco termina  con una curva secca a sinistra, poi s'addolcisce e per un centinaio di metri il terreno è prato. Manca poco al ristoro dei 16Km quindi accellero, di lì a poco inizierà l'ultima salita. Alzo la gamba sinistra. Il muscolo si blocca in un crampo, perdo l'equilibrio e scivolo nel prato (quarta caduta). Mi contorco per il dolore cerco di stendere la gamba ma non ce la faccio. Crampi ovunque dal polpaccio al gluteo. Il Gambero mi supera (per l'ultima volta), si accerta delle mie condizioni, gli dico di andare che son solo crampi. Decido che l'unica cosa da fare è alzarsi e correre sui crampi e così faccio per tutta l'ultima salita. Strigno i denti e penso, desidero, voglio arrivare prima di Jannacci. Passi il Gambero... ma Enzo proprio no! Lo vedo, è attardato di un centinaio di metri ma pare vada peggio di me, sembra comunque migliore il mio passo zoppo del suo... poi pian piano i muscoli si sciolgono e posso affrontare l'ultima discesina in modo ottimale (anche se condizionato dai precedenti crampi).

Ultimi 450 metri. Sono fuori dal sentiero per fare gli ultimi due tornanti su asfalto. La sensazione è pessima, non son più abituato a correre su terreno così duro. Eppure lì sotto vedo il traguardo. E' a 200m e vedo il Gambero passare. Ultimo tornante. Rido. Salto di gioia e taglio gridando "Sonno vivo! Sono vivo!"

Chiedo il mio tempo. 3 ore 44 minuti 23 secondi "Wow!!! Son felicissimo, sono uno scarsone... però volevo chiudere in meno di 4h e ho centrato l'obiettivo in pieno... di ben 15 minuti!" Il tizio dell'organizzazione mi guarda e mi fa "Ma guarda che non sei poi così scarsone... ce ne son ancora molti che devono arrivare... da quanto tempo fai ste corse?" Rispondo "Bhè... è la mia seconda Sky... corro in montagna da 10 mesi e corro in generale da 1 anno e 4 mesi" e qui, inconsciamente, il baffuto organizzatore mi fa un complimento incredibile, il migliore che mi sia mai stato rivolto da che corro:

"Ahh... peccato! Avresti dovuto iniziare 15 anni prima!"

Mentre mi sto cambiando vedo arrivare Enrico. Grido il suo nome, è stremato. chiude in 4 ore 05 minuti e spicci, ad un pelo dal scendere sotto le 4 ore ma parecchio meno delle sue pessimiste previsioni. Mi vede, mi raggiunge e ci abbracciamo. 

Siamo arrivati 110° io e 123° lui, ma abbiamo stravinto entrambi. 

"Raceing in the Sky with Falco", canticchia la mia mente endorfinizzata sulle note di Lucy in the Sky with Diamonds mentre rido brindando a polenta taragna e birra col mio amico, lo SkyRunner Enrico Bongiolatti... chissà Jannacci che fine avrà fatto!