Ingolosito dal noto marchio sportivo (delle cui scarpe io sono un accanito fan) main sponsor della gara, ingannato da quella parolina "trail" che mi evoca piacevoli ricordi di gare mai troppo dure su percorsi bellissimi; decido con grande entusiasmo di iscrivermi a questa gara.
Le premesse sono ottime, grande partecipazione di pubblico, percorso alternativo dentro Milano con corsa in parchi, ippodromo, scalinate... addirittura saliremo fino al terzo anello di San Siro! Insomma una figata, già mi immaginavo a correre all'interno della "Scala del Calcio"... in più il gruppo Libertas Sesto San Giovanni è ben nutrito e per la prima volta io ed il mio caro amico Enrico Bongiolatti correremo una gara con la stessa maglia!
Mi sento di potervi risparmiare i soliti pippotti (iniziati un mese prima della gara) tra me e Bongio per stabilire il tempo finale che ci soddisferà... sostanzialmente concordiamo che 26Km con 500D+ debbano essere finiti in meno di 2 ore e mezza.
Il giorno prima della gara ci facciamo un bel warm up al Parco Nord... optiamo per un'oretta di corsa lenta (dopo aver abbandonato quasi subito l'idea delle ripetute e del fart lek) e ne usciamo devastati. Polpacci rigidi, cosce che bruciano, piedi indolenziti... una forma davvero di Merda. Mi consola solo il fatto che pure il Bongio lamenta una condizione simile... ci consoliamo entrambi bevendo qualche birretta la sera davanti ad un bel piatto di bucatini ai totani.
Alle 6:30 del mattino, come per magia, ogni dolore è svanito e mi sento davvero bene. Ok, penso tra me e me, per evitare i soliti dolorini intestinali di fine gara, meglio provare a fare una seduta sul trono di ceramica. Per stimolare ulteriormente decido di fumarmi una sigarettina in balcone a pancia scoperta. Il trucco funziona a metà (anzi, al 15%) ma quando usciamo per incontrarci con gli altri Atleti Libertas mi sento benone...
Il viaggio in metro fino all'arena è davvero piacevole, ho finalmente avuto modo di conoscere alcuni "colleghi" libertas. Belle persone, tutti con l'occhietto vispo dell'endorfinizzato d.o.c., a partire dal Presidentissimo Luciano che non sta fermo un minuto... riesce a dare informazioni a due persone mentre richiama il gruppo all'ordine, scatta una foto e chiacchiera con me. Bhà... mi sa che lui, con la sua esperienza, sa gestire meglio di me il suo intestino...
Prima dell'ultimo in bocca al lupo col grande Enry... ho una piacevole sorpresa. Mi sento battere sulla spalla, mi giro... "Hey, ciaoooo!!! Ma come stai?" Un runner rosso mi saluta con calore... runner rosso... hmmm... "Non ti ricordi? Abbiam corso assieme a Chiavenna... sono IL RUNNER ROSSO, quello che hai fatto finta di tirare alla SkyRace!!!" Alla fine scopro che si chiama Fabio, ed è stato un piacere immenso reincontrarlo all'Arena. Succedono anche queste cose a Milano...
Tempo dell'ultimo scatto con l'Enry, e si parte. Alle 9:05 inizia la mia sesta gara ufficiale. Il primo kilometrino fila via liscio... ho giusto il tempo di vedere un runner volare (letteralmente) dopo essere inciampato su un ostacolo ed una ragazza con la caviglia gonfia piangere seduta su una panchina. Bongio è sempre un centinaio di metri davanti ma in questo momento non mi sento di colmare la distanza anche perchè inizio ad avvertire qualche dolorino al basso ventre...
Ma si dai Matte (mi dico intorno al secondo km), tu corri e non pensarci, tanto sai come vanno ste cose... o il dolore passa da solo, o sarà una scoreggina liberatoria a farlo passare. Invece non so per nulla come vanno ste cose, meno voglio pensare al mio intestino e più ci penso. Non penso ad altro.
Quando vengo immortalato in questa foto (intorno al km 3) il disagio è totale. Ad ogni passo, ad ogni impatto delle suole sul pavè avverto una fitta al basso ventre. Ormai è panico "Tieni tutto Matte... tieni duro perchè se ti caghi addosso ti ritiri con disonore" continuo a ripetermi. Vedo un bar, mi immagino entrare, andare alla toilette. Sento la fresca sensazione dei due veli di carta... Ok - decido fermamente - al prossimo entro... e se mi chiedon soldi? Chissene... tanto io sono un runner!
Naturalmente da quel momento per i successivi 4km (praticamente gli unici di tutta la gara), iniziamo a correre in aree poco urbanizzate senza nessun bar in vista. Intorno al Km 10, quando l'arco dell'intertempo è ormai a vista, sono in uno stato pietoso. Corro solo per trovare un posto dove fermarmi. Dopo aver escluso un giardino pensile (mi avrebbero visto tutti), e Casa Milan (mi sarebbe piaciuto provvedere lì al mio bisogno ma era uno spazio troppo aperto); opto per il cortile di una casa proprio a 100 metri dall'arco dell'intertempo. Non spaventatevi... alla fine non era nulla di eclatante, poi sarà il luogo, sarà che le foglie di magnolia non son proprio come i due veli sognati, quando son pronto a ripartire mi sento esattamente come prima di essermi fermato. Mentre cerco il luogo giusto per una seconda sosta inizia la parte più bella del percorso (l'unica parte bella), quella che va dal parco del Portello fino alla Montagnetta.
Io sono al primo dei due picchi di coliche intestinali e quando mi trovo davanti questo purgatorio Dantesco con runner che corrono in salita ed in discesa e le cornamuse (!!!) ad accompagnarci sul percorso, ho la netta sensazione di aver assunto degli allucinogeni più che degli integratori.
Alla Montagnetta, in discesa son pronto a dare forfait definitivo quando mi trovo sulla sinistra due fantastici cessi chimici (che gran persona chi li ha inventati... che gran persona chi li ha piazzati proprio qui). Seconda sosta, esco con i dolori solo parzialmente attenuati ma con un preziosissimo rotolo di carta igienica che terrò con me fino al km 24.
Attraversiamo rapidamente QT8 e, mentre i dolori aumentano inesorabilmente, ho tempo di godermi un'altra scena memorabile. Un runner che chiede ad una sciura affacciata al balcone se per caso poteva lanciargli un po' di zucchero. Son seriamente tentato di chiedere alla sciura se posso utilizzare un momento il suo gabinetto ma desisto e procedo. Si entra all'Ippodromo... bello... mica me lo immaginavo così grande! A metà rettilineo sono allienato. Sotto al "rebattone" del sole in preda al secondo picco di dolori intestinali eppure vedo il luogo che mi dà la forza di accellerare... proprio sulla curva si vede una casetta degli attrezzi coperta su tre lati. Il luogo perfetto per utilizzare la carta-culo sottratta precedentemente. Mi consola (e molto) il fatto che quel luogo era già stato scelto da almeno 4 runners con problemi simili ai miei. Mi sorprende il fatto che, lasciata la casetta, i dolori sono finalmente cessati. Ora inizia la mia gara. Peccato che da qui in avanti il percorso è indecente. Tutto su afalto a driblare macchine e persone. Ci fan pure saltare S. Siro, ovvero l'unico tratto d'asfalto che avrei voluto correre, per problemi di sicurezza. Bhà...
Al ristoro del Km 20 sto ancora molto bene e mentre trangugio dei sali dò uno sguardo ai tempi. 59'57" i primi (dolorosissimi) 10Km, 51'49" i secondi 10. Molto bene penso, se continuo di questo passo centrerò di sicuro l'obiettivo di stare sotto le 2h30'. Al km 22 vedo chi non avrei voluto vedere. Il Bongio. Cribbio è davanti a me di un centinaio di metri e non sta correndo ma sciabattando trascinandosi. Lo raggiungo e decido che a prescindere, se non scoppia, voglio assolutamente finire la gara dietro a lui. Lo tocco e lo saluto con piacere. Figo! Gli ho fatto da effetto glucosio! Il vedermi e lo scambiare due chiacchiere gli ha ridato nuovo vigore. Ora va meglio di me, e corriamo un paio di km ad elastico. Al Km 24 passiamo nei pressi dell'Arena... vai che ormai manca poco... solo un paio di km e tutto sarà finito, ancora una decina di minuti poi potrò finalmente fermarmi e mangiare un bel piatto di pasta!
Km 25... ma perchè non torniamo verso l'arena? Ho la sensazione che un km non basterà ad arrivare al traguardo...
Km 26... mi vien da piangere perchè non so più cosa aspettarmi... son circondato da persone che corrono zoppicando, ansimano, si lamentano... bhè dai... non son l'unico a star male, anzi c'è pure chi sta peggio di me.
Km 27... il mio gps finalmente segnala che ci stiamo avvicinando al traguardo, se non mi piazzano un'altra deviazione entro un kilometrino sarò arrivato. Accellero e corro ad un ritmo accettabile (5'39" contro i 6'23" del km precedente.
All'interno del Sempione ho ancora forze per accellerare. Davanti a me vedo la coppia di runner bordeaux. Sono bellissimi, un lui ed una lei con dei fisici pazzeschi che per tutto il percorso ho continuato a superare prima di perderli definitivamente alla mia terza sosta. Giungo al traguardo dopo 28Km di gara in 2:37:45, un minutino dopo il caro Bongio. Sono molto soddisfatto del mio risultato, son riuscito a resistere nel momento del dolore e ad esprimermi su buoni livelli (5'04" di media dopo la sosta all'Ippodromo fino al km 25) quando il dolore è cessato... ma le sorprese non sono finite...
1 - Al traguardo c'è la mia compagna ad attendermi. Ed è una sorpresa perchè a lei (giustamente) non frega nulla delle mie mattanze da runner (beata lei che è già atleta senza bisogno di spaccarsi di ripetute), indi non mi sarei mai aspettato di trovarla lì. Grazie Eli... anche se non hai voluto darmi il bacio appena arrivato :D
2 - Al traguardo non c'è segno di ristoro per gli atleti... ok, ok, 2 merendine 4 mele e 2 integratori c'erano... ma i solidi? Ma cazzo... nemmeno un paninello col salame? Assurdi... mele e banane come solidi, ma al mio arrivo le banane eran finite da un pezzo. Davvero... già è assurdo definire trail una gara in cui l'85% del percorso non è trail... ma se a ciò aggiungi l'assenza di un pasto (anche misero... ma un pasto!) per gli atleti, allora sfioriamo di trascendere nel ridicolo.
3 - Il ridicolo non si sfiora... ma si tocca proprio, sprofondando nel pacchiano quando, ad un certo punto, lo speacker inizia a pagar marchette a Expo, Regione, Sanità ed enti vari. L'ultima roba di cui avevo (avevamo) bisogno dopo aver corso 28Km (ma non erano 26???) è sentirmi dire che viviamo nella migliore regione con la migliore sanità d'Italia e, quindi, del mondo. Rimpiango di aver buttato via la carta-culo al km 24.
4 - Da dietro vedo il runner rosso... Grande Fabio, vado a salutarlo e a complimentarmi... non avevo dubbi che sarebbe finito prima di me. Lo invito per la ri rivincita al Valtellina Wine Trail. Se ce la fai vieni perchè quello è un vero trail e, soprattutto, alla fine mangi per davvero...
Doppia birra con il Bongio e poi si torna a Sesto. Alla fine anche questa gara mi ha fatto crescere... alla fine anche questa gara è finita.
Un ringraziamento particolare al Turkish Kebab AyaSofja di Sesto Rondò, per l'ottimo ristoro post gara... in culo a Milano ed i suoi finti Trail su asfalto!
Da pigro e sedentario a sky runner il passo è breve ma qualche volta doloroso. Le mie avventure e disavventure running, qualche consiglio ed un po' di sano buon umore.
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martedì 23 settembre 2014
[Le Gare] - Milano City Trail (La gara che proprio non mi mancherà)
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Ubicazione:
Milano, Italia
lunedì 9 giugno 2014
[Le Gare] - "Stramilano 2014"
La Stramilano è stata il primo vero obiettivo che mi sono dato quando, ancora moribondo, ho capito che avrei potuto fare di meglio che correre la stessa gara sui 10Km. Tutto inizia un po' per gioco... dopo aver cominciato a correre, giusto per darmi degli obiettivi a scadenza, ho pensato col Bongio che sarebbe stato bellissimo riuscire a correre la Stramilano dei 50.000 (percorso non agonistico da 10Km). Non appena ho potuto appurare che 10Km è una distanza veramente esigua per chi si allena con costanza sul fondo, ho alzato l'asticella. Nell'allenamento del 16 maggio 2013, il primo in cui io ed Enry riusciamo a superare i 10.000, ci confrontiamo e decidiamo che 10 mesi sarebbero bastati per preparare a dovere la Stramilano ufficiale (21,097 Km).
All'epoca l'idea di correre la distanza mezza maratona, in una corsa agonistica e di prestigio, mi sembrava veramente un'impresa però col passare dei mesi, grazie alla rapidissima evoluzione del mio correre, mi son trovato ad avere sempre meno interesse per la Stramilano. Ad un certo punto ero molto dubbioso sull'iscrivermi... innanzi tutto saremo più di 6.000 persone, quindi probabilmente ci sarà una ressa terribile che condizionerà il mio tempo finale. Poi a me correre su strada non piace... ho provato l'ebrezza di una gara trail, vado tutti i sabati a correre in montagna, mi alleno 4 giorni a settimana al Parco... mi tediava solo l'idea di investire una domenica (rinunciando quindi alla corsa in montagna del sabato) per correre questa gara.
Alla fine cadono i tentennamenti ed il generale senso di tedio e mi iscrivo. Poco male, penso, almeno sarà una bella festa con il Bongio, il Ferdi e la Manu. Poi è grazie all'obiettivo "correre la Stramilano" che mi sono iscritto ad una società sportiva, che ho fatto una visita medica agonistica, che ho corso come gara preparatoria (!!!) il Valtellina Wine Trail, che ho corso almeno 15 volte la distanza mezza maratona in allenamento. Insomma... un tributo al primo semestre di impegno vero. Un pegno da versare alla città di Milano, ma anche la realizzazione di un vecchio pallino (correre attorno alla cinta dei bastioni).
Non mi preoccupo della gara, evito proprio di pensarci fino all'ultima settimana di febbraio. A quel punto subentra una specie di panico incontrollato "Ma son proprio sicuro di essere pronto per correrla?" La risposta è ovviamente si... ma chissà per quale meccanismo psicologico son convinto di no... e mi spingo a compiere un errore piuttosto grossolano... vado in sovrallenamento:
Caduta rovinosa... botta pazzesca alla spalla sinistra e dolori lancinanti per tutto il tragitto di ritorno. Il dolore è senza dubbio giustificato... scopro che l'articolazione della spalla è la più mobile del corpo e racchiude in se 5 articolazioni, 26 muscoli e 52 tendini... mica paglia! Tornato a casa riesco finalmente a svenire sul divano. Il tempo di calmarmi un attimo e provo a valutare il danno. Con molta cautela e facendo molta attenzione provo a muovere l'arto... dolori sì, piuttosto acuti, ma riesco a muoverlo... la testa dell'omero dovrebbe essere rimasta in sede. Al tatto la sensazione è brutta, toccando il punto di intersezione con la clavicola sento dei sinistri scricchiolii. Mi sale un pelo di preoccupazione... non dovrei avere nulla di serio, però riuscirò a correre tra soli 20 giorni la mia prima mezza maratona?
I successivi 10gg sono di riposo completo. Quel che ci vuole per far guarire (parzialmente) la spalla e perdere buona parte dello smalto. Riprendo il 15 marzo, a soli 8 giorni dal giorno X
Finalmente ci siamo... il giorno prima della gara vado in Duomo a ritirare pettorale e pacco gara. L'emozione è parecchia e, magicamente, mi sale la voglia di correre quella gara.
Quel giorno non mancano i soliti disguidi... per un problema prettamente burocratico, a Bongio non viene consegnato il pettorale... il suo certificato medico (rilasciato dopo una visita identica in tutto e per tutto alla mia), pare non essere valido per l'atletica leggera. Nulla da fare... se vuole partecipare il Bongio può farlo ma senza pettorale e senza chip con tempo ufficiale. Lo scoramento c'è... inutile negarlo... ma bisogna guardare oltre, ed oltre a questo inghippo burocratico so già che ci sarà la gioia di aver corso comunque la Stramilano.
La mattina della gara il clima è fantastico. Fa fresco ma non freddo, le nuvole che fino a poco prima avevano bagnato la corsa dei 50.000 ora stanno rapidamente cedendo il passo al sole. Il villaggio atleti nei pressi dell'Arena è un pullulare di runner di ogni età e tipo... chi alle prese con l'arnica, chi sta aspettando il suo turno per il cesso chimico chi si riscalda. Sto bene, sono in ottima compagnia e leggermente eccitato. Alla partenza siamo 4 amici: io, Bongio, Manu (anche lei senza pettorale per lo stesso motivo di Enrico) e Ferdi (primo classificato tra i portoghesi partecipanti), ma fin da subito ci perdiamo di vista. Troppi atleti in partenza per sperare di partire assieme...
Conto alla rovescia e via... si parte! Nei primi 2Km ho subito modo di sfogare la mia ira su tutti quelli che mi stavano attorno. Per la pioggia del primo mattino in C.so Bonaparte ci sono alcuni enormi pozzangheroni... la gente, forse per non bagnarsi le scarpine nuove, o semplicemente perchè non capisce un cazzo decide che è meglio non passarci in mezzo... risultato... collo di bottiglia ed imbuto. Son partito da meno di 1 km e son già fermo! Cristo... io sono un trailer... corro in mezzo a fango e neve per Km e questi si spaventano per una pozzanghera? Il tempo di 4 insulti e un paio di gomitate e son fuori dall'imbuto. Mi affaccio a C.so Sempione quando i primi stanno tornando dalla stessa via... li guardo ammirato ed applaudo al loro passaggio... si, io sono un atleta, ma in confronto a loro son pari ad un qualsiasi tifoso non partecipante... beati loro che riescono a tenere il 3'20"...
La gara è molto veloce e la presenza di così tanti atleti la rende pure divertente... passati i primi 2km di ressa il serpentone si è allungato parecchio ed ora posso correre prendendo le scie di chi mi sta davanti, ponendomi come obiettivi parziali il sorpasso di questo o quel concorrente. Sto correndo piuttosto bene... in partenza, visto il problema alla spalla non ancora risolto, mi davo per felice sotto le 2h totali e comunque soddisfatto sotto le 2:10.
Al Km 16 la prima svolta. Mentre corro quasi in trance sento poco dietro di me "Grande! Forza Libertas!!!" Mi giro di scatto e con grandissimo stupore vedo che a salutare è stato uno dei nostri ragazzi scelto dall'organizzazione per fare il pace maker a 1h:50 (in pratica se corri con loro finisci la mezza in 1h e 50') e mi rendo conto di essere abbondantemente sotto al mio obiettivo.
Km 17, raggiungo Luciano, presidente della Libertas Sesto e lo uso come lepre per qualche centinaio di metri poi metto la freccia e lo supero. Di lì a poco ho un kilometrino di crisi... mi sembrava di scoppiare, ero quasi tentato di rallentare quando alzo lo sguardo e vedo il cartello del Km 19. Ne mancano solo 2? Solo 2? Accellero...
Gli ultimi 500m sono un tripudio... centinaia di persone ad incitarci, bambini che ti danno "il 5", signore che applaudono... una vera festa. Taglio il traguardo in 1:49:44 piazzandomi 2900° su 6400 partecipanti. Sono davvero contento... mai avrei pensato in partenza di poter scendere sotto l'ora e cinquanta. Certo, son consapevole che è un tempo da scarsoni... ma per il prossimo anno mi sto attrezzando per scendere sotto l'1:40...
Il pranzo e le due ore successive le passo con i miei amici a ridere e scherzare... siam tutti contenti:
Io
Bongio
Manu
e Ferdi
A parte i preziosissimi amici che han corso con me... a parte che l'ambiente è stato davvero gradevole... a parte l'agonismo e la bagarre che sono il sale delle gare... a me la Stramilano, e più in generale correre su asfalto in pianura, FA PRORPIO CAGARE!
All'epoca l'idea di correre la distanza mezza maratona, in una corsa agonistica e di prestigio, mi sembrava veramente un'impresa però col passare dei mesi, grazie alla rapidissima evoluzione del mio correre, mi son trovato ad avere sempre meno interesse per la Stramilano. Ad un certo punto ero molto dubbioso sull'iscrivermi... innanzi tutto saremo più di 6.000 persone, quindi probabilmente ci sarà una ressa terribile che condizionerà il mio tempo finale. Poi a me correre su strada non piace... ho provato l'ebrezza di una gara trail, vado tutti i sabati a correre in montagna, mi alleno 4 giorni a settimana al Parco... mi tediava solo l'idea di investire una domenica (rinunciando quindi alla corsa in montagna del sabato) per correre questa gara.
Alla fine cadono i tentennamenti ed il generale senso di tedio e mi iscrivo. Poco male, penso, almeno sarà una bella festa con il Bongio, il Ferdi e la Manu. Poi è grazie all'obiettivo "correre la Stramilano" che mi sono iscritto ad una società sportiva, che ho fatto una visita medica agonistica, che ho corso come gara preparatoria (!!!) il Valtellina Wine Trail, che ho corso almeno 15 volte la distanza mezza maratona in allenamento. Insomma... un tributo al primo semestre di impegno vero. Un pegno da versare alla città di Milano, ma anche la realizzazione di un vecchio pallino (correre attorno alla cinta dei bastioni).
Non mi preoccupo della gara, evito proprio di pensarci fino all'ultima settimana di febbraio. A quel punto subentra una specie di panico incontrollato "Ma son proprio sicuro di essere pronto per correrla?" La risposta è ovviamente si... ma chissà per quale meccanismo psicologico son convinto di no... e mi spingo a compiere un errore piuttosto grossolano... vado in sovrallenamento:
- 25/02 --> 13,5Km ripetute al parco
- 26/02 --> 10,5Km fondo lento
- 27/02 --> RIPOSO
- 28/02 --> 23,5Km 1266D+ (Cornizzolo Trail)
- 01/03 --> 13Km 350D+
- 02/03 --> 10Km 300D+
- 03/03 --> RIPOSO
- 04/03 --> 15Km Fondo medio
Caduta rovinosa... botta pazzesca alla spalla sinistra e dolori lancinanti per tutto il tragitto di ritorno. Il dolore è senza dubbio giustificato... scopro che l'articolazione della spalla è la più mobile del corpo e racchiude in se 5 articolazioni, 26 muscoli e 52 tendini... mica paglia! Tornato a casa riesco finalmente a svenire sul divano. Il tempo di calmarmi un attimo e provo a valutare il danno. Con molta cautela e facendo molta attenzione provo a muovere l'arto... dolori sì, piuttosto acuti, ma riesco a muoverlo... la testa dell'omero dovrebbe essere rimasta in sede. Al tatto la sensazione è brutta, toccando il punto di intersezione con la clavicola sento dei sinistri scricchiolii. Mi sale un pelo di preoccupazione... non dovrei avere nulla di serio, però riuscirò a correre tra soli 20 giorni la mia prima mezza maratona?
I successivi 10gg sono di riposo completo. Quel che ci vuole per far guarire (parzialmente) la spalla e perdere buona parte dello smalto. Riprendo il 15 marzo, a soli 8 giorni dal giorno X
- 15/03 --> 8Km di test (fiato ok... cuore ok... gambe cedevoli)
- 16/03 --> 8Km di test (come il giorno prima ma anche le gambe non soffrono più)
Finalmente ci siamo... il giorno prima della gara vado in Duomo a ritirare pettorale e pacco gara. L'emozione è parecchia e, magicamente, mi sale la voglia di correre quella gara.
Quel giorno non mancano i soliti disguidi... per un problema prettamente burocratico, a Bongio non viene consegnato il pettorale... il suo certificato medico (rilasciato dopo una visita identica in tutto e per tutto alla mia), pare non essere valido per l'atletica leggera. Nulla da fare... se vuole partecipare il Bongio può farlo ma senza pettorale e senza chip con tempo ufficiale. Lo scoramento c'è... inutile negarlo... ma bisogna guardare oltre, ed oltre a questo inghippo burocratico so già che ci sarà la gioia di aver corso comunque la Stramilano.
La mattina della gara il clima è fantastico. Fa fresco ma non freddo, le nuvole che fino a poco prima avevano bagnato la corsa dei 50.000 ora stanno rapidamente cedendo il passo al sole. Il villaggio atleti nei pressi dell'Arena è un pullulare di runner di ogni età e tipo... chi alle prese con l'arnica, chi sta aspettando il suo turno per il cesso chimico chi si riscalda. Sto bene, sono in ottima compagnia e leggermente eccitato. Alla partenza siamo 4 amici: io, Bongio, Manu (anche lei senza pettorale per lo stesso motivo di Enrico) e Ferdi (primo classificato tra i portoghesi partecipanti), ma fin da subito ci perdiamo di vista. Troppi atleti in partenza per sperare di partire assieme...
Conto alla rovescia e via... si parte! Nei primi 2Km ho subito modo di sfogare la mia ira su tutti quelli che mi stavano attorno. Per la pioggia del primo mattino in C.so Bonaparte ci sono alcuni enormi pozzangheroni... la gente, forse per non bagnarsi le scarpine nuove, o semplicemente perchè non capisce un cazzo decide che è meglio non passarci in mezzo... risultato... collo di bottiglia ed imbuto. Son partito da meno di 1 km e son già fermo! Cristo... io sono un trailer... corro in mezzo a fango e neve per Km e questi si spaventano per una pozzanghera? Il tempo di 4 insulti e un paio di gomitate e son fuori dall'imbuto. Mi affaccio a C.so Sempione quando i primi stanno tornando dalla stessa via... li guardo ammirato ed applaudo al loro passaggio... si, io sono un atleta, ma in confronto a loro son pari ad un qualsiasi tifoso non partecipante... beati loro che riescono a tenere il 3'20"...
La gara è molto veloce e la presenza di così tanti atleti la rende pure divertente... passati i primi 2km di ressa il serpentone si è allungato parecchio ed ora posso correre prendendo le scie di chi mi sta davanti, ponendomi come obiettivi parziali il sorpasso di questo o quel concorrente. Sto correndo piuttosto bene... in partenza, visto il problema alla spalla non ancora risolto, mi davo per felice sotto le 2h totali e comunque soddisfatto sotto le 2:10.
Al Km 16 la prima svolta. Mentre corro quasi in trance sento poco dietro di me "Grande! Forza Libertas!!!" Mi giro di scatto e con grandissimo stupore vedo che a salutare è stato uno dei nostri ragazzi scelto dall'organizzazione per fare il pace maker a 1h:50 (in pratica se corri con loro finisci la mezza in 1h e 50') e mi rendo conto di essere abbondantemente sotto al mio obiettivo.
Km 17, raggiungo Luciano, presidente della Libertas Sesto e lo uso come lepre per qualche centinaio di metri poi metto la freccia e lo supero. Di lì a poco ho un kilometrino di crisi... mi sembrava di scoppiare, ero quasi tentato di rallentare quando alzo lo sguardo e vedo il cartello del Km 19. Ne mancano solo 2? Solo 2? Accellero...
Gli ultimi 500m sono un tripudio... centinaia di persone ad incitarci, bambini che ti danno "il 5", signore che applaudono... una vera festa. Taglio il traguardo in 1:49:44 piazzandomi 2900° su 6400 partecipanti. Sono davvero contento... mai avrei pensato in partenza di poter scendere sotto l'ora e cinquanta. Certo, son consapevole che è un tempo da scarsoni... ma per il prossimo anno mi sto attrezzando per scendere sotto l'1:40...
Il pranzo e le due ore successive le passo con i miei amici a ridere e scherzare... siam tutti contenti:
Io
Bongio
Manu
e Ferdi
A parte i preziosissimi amici che han corso con me... a parte che l'ambiente è stato davvero gradevole... a parte l'agonismo e la bagarre che sono il sale delle gare... a me la Stramilano, e più in generale correre su asfalto in pianura, FA PRORPIO CAGARE!
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giovedì 10 aprile 2014
Come tutto ebbe inizio...
Vi ho raccontato come è nato "Il Falco delle Orobie" ma quella è una storia di Agosto... il mio amore per la corsa inizia qualche mese prima, grazie allo stimolo del sempreverde amico Enrico Bongiolatti. Chi mi conosce è ben consapevole di quanto fossi pigro, fuori forma e assolutamente refrattario ad ogni tipo di sport e, più in generale, di movimento. Per darvi un'idea... cito il mio amico R. Morisi:
"Un ossimoro è l'associazione di due termini contrapposti fra loro... quando mi chiedono di fare un esempio, io semplicemente rispondo: Il Badessi Atleta"
Non ho mai voluto fare dello sport, ma proprio mai... ricordo nitidamente l'ultima campestre corsa in IV superiore; alla prima curva io Lenny e Mitta approfittammo della posizione strategica per ritirarci dietro il muro della scuola a fumare qualche sigaretta... l'idea era di correre solo l'ultimo giro dei 3 previsti. Fummo naturalmente scoperti e rischiammo la sospensione... salvati solo dal nostro buon andamento scolastico. Ho sempre creduto che lo sport fosse fantastico, da seguire comodamente seduti sul divano con una bella Tennent's davanti. Era il mio credo di vita prima di quel fantastico 16 Aprile 2013.
Piccolo passo a ritroso... metà marzo 2013 il Bongio mi comunica che ha iniziato a correre. Grande stupore da parte mia, penso (e lo dico pure) che questa baggianata della corsa durerà poco... forse non è mai iniziata. Passano i giorni e noto che Bongio continua nel suo percorso atletico (molto poco atletico guardando il livello di quelle attività) con molta soddisfazione. Leggo nei suoi occhi una luce nuova (poi scoprirò di che si tratta... semplicemente endorfine), non vedo alcuna differenza fisica nel mio amico se non lo sguardo... per la prima volta ho avuto la sensazione che il Bongio stesse bene e che, forse, avrebbe continuato ad atleticizzarsi. Inizio ad insospettirmi... ad incuriosirmi ed, in fine, a documentarmi. Guardavo su RunKeeper le attvità di Enrico e mi sembravano sovraumane... cazzo il bongio riesce a correre per 2,5Km di fila... senza fermarsi!
Ok... devo provarci... non è credibile che correndo si sta meglio, per cui devo necessariamente sperimentare!
Il 15 aprile 2013 per la prima volta nella mia vita corro. Ero a Pedemonte, nella parte alta del paese dove io e la mia ragazza curavamo un frutteto. Dopo un pomeriggio a potare e concimare comunico alla Eli che sarei tornato a casa a piedi... di corsa. 800 metri di corsa di cui (almeno) 500 in discesa... un dramma. Mi presento al cancello rosso in volto, affannatissimo, con quella classica sensazione di spilli vodoo conficcati nel torace. Cuore che va all'impazzata, gambe deboli, difficoltà a parlare... Insomma le premesse per un bell'ictus c'erano tutte... Sopravvivo non so come e decido che sì... tutti quei dolori meritavano un po' di impegno.
Il 16 Aprile ci riprovo... questa volta a Sesto. Sapevo che due giorni dopo il Bongio sarebbe stato mio ospite e avevo deciso di stupirlo chiedendogli di andare a correre assieme... per potermi permettere cotanto ardore agonistico, mi son sparato la bellezza di 12 minuti di corsa sull'asfalto sestese. Di ritorno a casa ero contento... per come la vedevo io, ero già un runner navigato. Magari non un ultramaratoneta come il Bongio, ma sicuramente un bel Runner.
18 Aprile, ho detto al Bongio che sarei andato con lui a correre al Parco Nord, sembrava più stupito che felice e lo capisco. Ci vestiamo da "runner" ma pensandoci ora sembrava più una tenuta da Rapper estivo... maglietta da calcio della Francia, pantaloncini di felpa belli larghi, calzino a mezza costa e Nike Air Force (da basket!!) ai piedi. L'idea è quella di correre la siderale distanza di 3km ma non avevo considerato che il mio personalissimo "Muro del Maratoneta" era a quel tempo attestato intorno al secondo Kilometro quindi cicco l'obiettivo camminando gli ultimi 800 metri. In quel momento ho visto il Bongio volare... lui già riusciva a superarli i 3Km! Quando lo raggiungo (fingendo di correre gli ultimi 100 metri quando camminavo già da almeno 700), stava già facendo stratching. Ci abbracciamo belli sorridenti e in quel preciso istante mi scatto una foto. Il momento è storico e va immortalato... il Badessi è uscito di casa (in macchina) per andare a correre (15 minuti), una roba mai successa!
2,41Km possono smostrarti... come potete notare la descrizione fatta prima corrisponde... questo non è un atleta bensì un uomo ad un passo da un'ischemia. Eppure ho continuato...
L'idea di scrivere questo piccolo blog è giunta principalmente per tracciare l'endurance che tra pochi giorni correremo io ed il Runner Bongiolatti... da quei 2,4 Km son passato a cercare di correre 200Km in 6 giorni, ed un blog è perfetto per tener traccia a mo' di diario. Ma allora perchè non tracciare anche le altre attività/gare/allenamenti memorabili? Finchè avrò voglia... scriverò.
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